Escursione alla Baia di Ieranto, venerdì 31 dicembre 2021

Un luogo sacro, dove la bellezza della natura incute quasi un timore reverenziale…

Salutiamo il 2021 con un’escursione alla Baia di Ieranto.
Ci muoveremo con le macchine dall’incontro del viale Europa a Castellammare di Stabia alle 8.30 e circa un’ora saremo dopo dalla piazzetta di Termini.
Il percorso, per chi non ci è stato ancora, sarà una vera scoperta. Come sempre, ci vogliono le scarpe da trekking e costume e asciugamani per i più sportivi.
Sulla spiaggia sosteremo in meditazione, potremo celebrare la messa e chiudere l’anno con il panettone e lo spumante.
Rientreremo alle nostre case al tramonto.

Info tecniche:
A piedi: il percorso che parte dalla piazzetta di Nerano è indicato da cartelli lungo la strada.
Tempo necessario: 40 minuti (discesa), 1 ora (salita).
Distanza: 6 km.
Dislivello: 250 mt.
In collaborazione con CAI Stabia

Un po’ di storia:
L’Area naturale della Baia di Ieranto è situata in una insenatura nella costiera sorrentina e fa parte del territorio del Comune di Massa Lubrense, nella città metropolitana di Napoli. Inserita nell’Area naturale marina protetta Punta Campanella, la baia occupa una superficie di 63 ettari[1] di cui 49 di proprietà del Fondo Ambiente Italiano.
Il nome Ieranto deriva dal greco “Ieros”, ovvero “sacro”: qui vicino, a Punta Campanella, sorgeva il tempio della dea Atena e qui Omero colloca le Sirene che incantarono Ulisse.
Oggi l’atmosfera sacra si respira ancora camminando su onde di roccia, davanti a panorami che si aprono in un azzurro improvviso.
Il sentiero che conduce alla Baia di Ieranto parte da Nerano, frazione di Massa Lubrense, piccolo e delizioso borgo di pescatori.
Nerano è raggiungibile con gli autobus della Sita che partono dalla stazione di Sorrento. Dalla piazzetta del paese seguite per qualche decina di metri la strada principale in discesa e troverete l’imbocco del sentiero sulla destra.

Il sentiero procede in pianura per circa un chilometro passando davanti a Villa Rosa, dove visse lo scrittore Norman Douglas.
Da qui in poi gli ulivi diventano sempre più rari per lasciare spazio a una selvaggia macchia mediterranea.

Dopo un tratto in discesa tra i muretti a secco, la vista si apre all’improvviso su Capri, di cui è possibile distinguere nettamente i Faraglioni, Punta Campanella, il profilo della Costiera Amalfitana e gli isolotti dei Galli.

Lungo il cammino noterete i resti di forni per la calce: all’inizio del ‘900 infatti la Baia era di proprietà dell’Italsider che ne fece un villaggio minerario per l’estrazione della calce.

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Le foto della giornata del 31 Dicembre